torte

Plumcake allo yogurt greco, gocce di cioccolato e pere

Oggi vi condivido la ricetta di un plumcake semplice e molto adatto alla colazione. L’ho fatto mischiando un po’ di ricette che uso di solito e andando un po’ a occhio, per cui è stato un po’ un azzardo. Però alla fine l’azzardo mi è piaciuto molto per cui ecco qui foto e ricetta. Non sapete quante volte faccio prove e visti i risultati assolutamente disastrosi cancello post e buone intenzioni!

Vi servono:

  • 150 g di yogurt greco
  • 3 uova
  • 180 g di zucchero
  • 280 g di farina
  • 110 ml di olio d’oliva
  • 2 cucchiai di gocce di cioccolato
  • 1 bustina di lievito
  • 1 o 2 pere (a seconda della grandezza)
  • zucchero a velo per decorare (se volete)

Mischiate bene con una frusta lo yogurt, le uova e l’olio poi aggiungete lo zucchero. Poi piano piano iniziate a aggiungere la farina incorporandola via via, per ultimi aggiungete il lievito e le gocce di cioccolato. Io poi ho messo l’impasto in uno stampo da plumcake e ho messo una per a quarti sopra. Purtroppo in cottura è sprofondata un po’.. la prossima volta credo che la aggiungerò – in maggiore quantità- a pezzetti più piccoli nell’impasto.

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pasta e riso

Spaghetti integrali con fiori di zucca e filetti di acciuga

Questa è una delle mie rivisitazioni alla meno di cose buonissime mangiate andando a cena fuori. Dico alla meno perché tendo sempre a semplificare le cose, a volte a semplificarle persino un po’ troppo. Se voglio essere proprio sincera. Devo dire però che a questo giro sono stata piuttosto soddisfatta del risultato. Tanto da decidermi a postare la ricetta anche qui.

Più che altro è un primo molto appetitoso che vi richiederà un tempo di preparazioni pari a niente, per cui è la classica ricetta che regala grandi soddisfazioni.

Vi servono:

  • una decina di fiori di zucca
  • olio d’oliva
  • 3 filetti d’acciuga sott’olio
  • 100 gr. di pasta integrale
  • un cucchiaio di pangrattato

Fate bollire l’acqua. Mentre cuoce la pasta fate sciogliere in una padella i filetti di acciuga in un generoso giro di olio di olia. Pochi minuti prima di scolare la pasta aggiungete all’olio con l’acciuga i fiori di zucca tagliati grossolanamente e cuoceteli per pochissimi minuti. Scolate la pasta e fatela insaporire nella padella insieme al condimento. Aggiungete un cucchiaio di pangrattato e niente. La ricetta facile facile è finita.

Un abbraccio a tutti.

pasta e riso

Pici al pomodorone piccante

Oggi una ricetta stupida che però mi ha dato una tale soddisfazione di gusto che mi è sembrato giusto condividerla. Nel caso ignoratemi. Però chi mi legge ogni tanto lo sa, io eccedo nelle ricette semplici semplici. 

Quest’estate mi hanno regalato una tale quantità di pomodori buonissimi dell’orto che sto utilizzando in mille modi. Questo era un pomodoro enorme, di un rosso maturo che commuoveva quasi. Da qui il nome di “Pici al pomodorone”. 

Vi servono:
  • 150 gr. di pici
  • 1 pomodorone dell’orto 
  • 1/2 cipolla dolce
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 peperoncino
  • olio d’oliva, sale 

In una pentola dal fondo spesso imbiondire lo spicchio d’aglio tritato, la cipolla tagliata grossolanamente e il peperoncino. Tagliare a pezzotti grandi il pomodorone dell’orto e far restringere il tutto senza però eccedere nella cottura. Il sapore deve infatti, a mio parere, mantenere la freschezza del pomodoro fresco. Salare a piacimento. 

Cuocere i pici e poi ripassarli nel sughetto. Fine!

marmellate e confetture

Confettura di prugnoli selvatici

Un giorno di autunno dello scorso anno la mia collega Maria mi propose di regalarmi una cassetta di prugnoli selvatici per farci la marmellata. Io accettai tutta gioiosa e questo perché ancora non ero minimamente conscia di quello a cui stavo andando incontro. Una serata e una metà nottata a snocciolarle tutte! Però il risultato è stato la confettura in assoluto più buona che ho fatto. Però la sincerità è tutto per cui se vorrete provare a rifarla sappiate che dovrete armarvi di pazienza e buonumore.

Vi servono:

700 gr. di prugnoli selvatici
350 gr. di zucchero
1 limone
tanta tanta pazienza

Lavate bene i prugnoli e metteteli in una pentola a cuocere. Quando si saranno ammorbiditi al punto che i noccioli si staccano senza difficoltà spegnete il fuoco e lasciate intiepidire. Quindi iniziate a snocciolare. Io ho fatto tutto a mano perché mi piaceva che la consistenza della frutta rimanesse un po’ a pezzetti, la mia collega invece di solito fa passare tutto dal colino a maglie strette e chiaramente ottiene una consistenza più fine. Quando avrete finito di togliere tutti i noccioli rimettete la polpa di frutta sul fuoco e aggiungete lo zucchero e il succo del limone.

A quel punto a me sono bastati pochi minuti di cottura (10 min. a esagerare) perché la consistenza per me era già quella giusta. Poi come sempre nei barattoli sterilizzati, quindi a testa in giù per il sottovuoto.. e via in dispensa.

zuppe e vellutate

Vellutata di carote viola e patate

Pubblico oggi una vellutata che ho fatto in pieno pieno lockdown e che avevo sempre lasciato lì in bozza. Al solito si tratta di una delle mie ricette tipo, ovvero una di quelle in cui serve davvero il minimo sforzo. Nei giorni di chiusura ho apprezzato il cucinare. Non sono di certo stata una di quelle che cucinava in continuazione, anzi proprio il contrario, ma ho sempre cercato di dare una regolarità e varietà al mio cibo e quei giorni li ho riempiti anche con piccoli esperimenti. Il problema è che invece adesso non ho più voglia né di cucinare, né di quella routine e regolarità lì. Spero che mi torni, francamente.

Comunque venendo a noi e alla ricetta!

Vi servono:

  • 4/5 patate piccole
  • 6 carote viola
  • 1/2 cipolla bionda
  • Olio extravergine d’oliva q.b.
  • Dado vegetale (io ho usato il Viviverde Coop)
  • Acqua q.b.
  • 2 fette di pane integrale
  • 10/15 nocciole tritate grossolanamente

In una teglia dal fondo spesso mettete a imbiondire la cipolla con un po’ di olio. Aggiungete poi le carote sbucciate e tagliate a rondelle e le patate tagliate a pezzetti piccoli. Fate rosolare il tutto e poi coprite la verdura con acqua calda in cui avrete sciolto il dado vegetale.

Continuate la cottura, aggiungendo acqua se necessario, fino a quando le verdure saranno molto morbide. A quel punto frullate tutto con un minipimer. Assaggiate e nel caso regolate di sale (io non ho avuto bisogno di salare ulteriormente)

Io ho poi aggiunto del pane integrale e delle nocciole abbrustolite. Un filo d’olio a crudo e via. 

pasta e riso

Mezze penne al baccalà

Molti (ma davvero molti) anni fa con il mio ex compagno andammo per un weekend lungo a Rimini e dintorni. In un pranzo in trattoria la cuoca ci chiese il favore di assaggiare un primo che voleva mettere in menù, ma che quel giorno faceva solo assaggiare ai clienti: gnocchetti al baccalà.

Ci piacquero moltissimo e da allora, tornati a casa, mi sono ingegnata a rifarli senza partire da una ricetta. Poi ho allargato anche a altri tipi di pasta per cui oggi, dopo mesi di latitanza dal blog, torno con l’ennesima variazione sul tema di una mia classicissima ricetta di casa.

Vi servono:

1 coda piccola di baccalà sotto sale
farina q.b.
passato di pomodoro
qualche ciuffo di prezzemolo tritato
1 spicchio d’aglio
1 cucchiaio scarso di capperi
10 olive taggiasche
olio q.b.

Per la pasta fate voi. Io, preferibilmente, ci faccio gnocchetti e mezze penne.

La preparazione inizia almeno 24 ore prima perché c’è da fare tutto il procedimento per dissalare il baccalà! Io in questo sono rigida e non compro mai quello già ammollato. Come un’altra cosa che tendo a fare è comprare una coda piccola, nella parte terminale dove la carne del baccalà è più bassa e priva di lische. Mi piace di più la trovo più morbida e più saporita.
Quindi lavate bene bene il baccalà e mettetelo sott’acqua almeno 48 ore prima di quando pensate di utilizzarlo e cambiate l’acqua almeno tre volte al giorno. Poi asciugatelo ben benino e tagliatelo a pezzi.

Infarinatelo e mettetelo nell’olio già caldo per fargli prendere un po’ di colore. A questo punto aggiungetevi il passato di pomodoro e una tazzina di acqua e fate restringere finché non vi verrà un sugo con una giusta consistenza morbida. Durante questa cottura aggiungete – se volete – i capperi e le olive. Vi scrivo se volete perché io stessa a volte ce li metto e a volte no. In questo vado un po’ a sentimento! Come vedete dalla foto questa volta ce li avevo messi.

Spegnete e aggiungete a freddo l’aglio e il prezzemolo tritati. Su questo punto ho preso l’idea da uno dei libri di Paolo Petroni. Non mi ricordo se Il libro della vera cucina Toscana  o Il libro della vera cucina marinara ma propendo per il primo.. poi quando ho un minuto verifico e ve lo dico con esattezza.  Petroni infatti consiglia di mettere aglio e prezzemolo a freddo alla fine nella ricetta del Baccalà alla livornese e io, da quando ho iniziato a fare così, trovo che venga molto molto meglio.

A questo punto togliete la pelle ai pezzetti di baccalà e spezzettate la polpa dentro al sugo di pomodoro in modo che venga una consistenza tipo ragù di pesce. Condite il tipo di pasta che avrete deciso e poi ditemi se non è buona!

Baci a tutti.. spero di tornare a breve 🙂

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Orzo perlato con funghi champignon

Ecco una tipica ricetta da pranzo prima di andare in Biblioteca: orzo perlato con funghi champignon. Ammetto che l’orzo è tra i miei cereali preferiti, quindi ogni occasione è buona per cucinarmelo. Per lo più lo lesso e poi lo mischio a verdure di ogni tipo. In passato avevo pubblicato quello con la zucca gialla  e quello con le zucchine. Questa volta avevo dei funghi champignon e quindi ho pensato bene di provare con quelli.
Il risultato devo dire che mi ha molto soddisfatto, anche se , a differenza di altre volte il risultato è stato un po’ più secco e meno brodoso. Comunque mi è piaciuto molto e credo che lo rifarò sicuramente. Intanto ve lo pubblico, nel caso a qualcuno venga in mente di provare a rifarlo.

Vi servono:

90 gr. di orzo perlato
10 funghi champignon
olio, sale, pepe
prezzemolo

Tagliare a fettine i funghi champignon e metterli a cuocere in una casseruola con un po’ di olio. Quando saranno cotti aggiustare di sale e di pepe e spegnere il fuoco.
Cuocere l’orzo in abbondante acqua salata e non appena cotto mischiare ai funghi, facendolo insaporire un po’. Quando è nel piatto aggiungere una bella spolverata di prezzemolo.

pasta e riso

Malloreddus con sugo rosso di salsiccia e piselli

Vi ho mai parlato del mio attaccamento per la Sardegna? No? Ecco allora ve ne parlo adesso.
Quando ero piccola i miei avevano una tenda e per anni abbiamo girato in lungo e in largo quest’isola per le nostre vacanze. Nord, sud, est, ovest… ovunque. Anni bellissimi che mi porto dietro grazie a ricordi indelebili, anche di persone che adesso non sono più vicine a me e di cui mi pesa l’assenza.
Tutte le volte che scendo dal traghetto riconosco l’aria, l’odore degli arbusti, del mare.. è uno dei pochi luoghi, forse l’unico, che mi fanno sentire a casa proprio come casa mia. Anni fa ero talmente motivata a passarci un lungo periodo che mi informai per avere un comando di alcuni mesi in una Biblioteca sarda – mi sarebbe piaciuta la zona di Cabras – per poterci stare un periodo più lungo. Purtroppo quel mio progetto naufragò, poi la mia vita è cambiata e niente, non farò mai quell’esperienza. Resta però immutabile la passione per questa terra e ovviamente anche per la sua cucina: malloreddus, fregola, porceddu, seadas, bottarga (oddio la bottarga)… ho l’acquolina in bocca al pensiero.

Recentemente mi hanno regalato un pacco di malloreddus e oggi a pranzo mi sono regalata un sughetto per condirli. Ovviamente ho dovuto usare prodotti toscani.. ma il risultato è stato molto soddisfacente.Vi racconto cosa ho fatto.

Vi servono:

Malloreddus

200 g. di pasta di salsiccia
2/3 cucchiai di piselli di quelli fini
1 spicchio d’aglio
1 cipolla bianca piccola (io ho usato 3 cipolline fresche piccole)
250 gr. di passato di pomodoro
1 peperoncino
olio

Tritate lo spicchio d’aglio, la cipolla e il peperoncino e rosolateli in una casseruola col fondo spesso.Quando saranno un po’ coloriti sbriciolateci dentro la pasta di salsiccia (io ho usato quella della Macelleria Falorni di Greve in Chianti) e fate cuocere e ritirare un po’. Aggiungete i piselli, freschi se li avete oppure surgelati e fate cuocere per qualche minuto. Aggiungete il passato di pomodoro e poi fate amalgamare e ritirare il tutto a fuoco lento fino a quando la consistenza non vi sembrerà quella giusta e il colore non diventerà di un bel rosso acceso.
Io non mangio molto salato per cui non ho aggiunto neanche un filo di sale, ma voi fate un po’ a gusto vostro e nel caso aggiungetene un po’.
Lessate i malloreddus in acqua salata e quando arrivano a cottura ripassateli per qualche minuto nella casseruola col sugo.

E’ una ricetta semplice semplice, in linea con le mie che sono sempre piuttosto basilari sia come ingredienti che come procedure, ma vi assicuro che è un primo molto appetitoso. Insomma, se vi va, provate.

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Torta semplice variegata al cioccolato con granella di pistacchio

Questa torta semplice semplice mi ha dato grandi e inaspettate soddisfazioni col mio nipotino di tre anni che è un bambino davvero pochissimo innamorato delle torte. Non mi aspettavo un granché e invece: un successone! di quelli che proprio un po’ ti commuovono anche. Forse anche perché dei miei nipotini sono un po’ innamorata per cui quando faccio qualcosa che li rende felici poi mi sento molto molto felice pure io.

Si tratta di una ennesima mia variante della torta dei vasetti ma anche se può apparire banale riproporla nuovamente, io sono fermamente convinta che la condivisione delle idee che mi passano per la mente alla fine sia la cosa migliore che posso fare in questo blog. Magari a qualcuno di voi può servire. Magari no, ma non essendone sicura io intanto la metto e poi si starà a vedere.

Vi servono: 

  • 1 vasetto di yogurt bianco da 125 g
  • 1 vasetto colmo di olio di semi (io ho usato l’olio di riso)
  • 3 vasetti colmi di farina 00
  • 2 vasetti colmi di zucchero bianco
  • 3 uova
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 2 cucchiai grandi di cacao amaro in polvere
  • gocce di cioccolata q.b.
  • granella di pistacchio
  • zucchero a velo

Il procedimento è davvero davvero. Sbattete bene le uova fino a farle diventare chiare, quindi aggiungete lo yogurt. Lavate e asciugate bene il vasetto perché d’ora in poi vi servirà come dosatore per gli altri ingredienti. Aggiungete il vasetto di olio e i due vasetti di zucchero e amalgamate bene bene il tutto. A questo punto è il turno della farina e del lievito. Ne verrà fuori un impasto piuttosto soffice. Dividete l’impasto a metà e in una delle due metà aggiungere il cacao in polvere setacciato e le gocce di cioccolata. A questo punto mettere il composto chiaro in una tortiera e poi aggiungere il composto cioccolatoso muovendolo un po’ in modo da farlo amalgamare ma non mischiare.

A questo punto in forno a 180° per una mezz’ora. Poco prima di toglierlo da forno cospargere di granella di pistacchio e rimettere in forno per qualche minuto. Quando è freddo terminare con lo zucchero a velo.

 

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Orzotto alla zucca gialla

Vi servono:

  • 150 g di zucca gialla
  • olio d’oliva, sale e pepe
  • 70 gr di orzo
  • 1/2 dado Rapunzel vegetale per brodo (oppure salate semplicemente un po’ l’acqua di cottura dell’orzo)
  • parmigiano grattugiato q.b.

Tagliare a tocchetti la zucca e cuocerla con un filo d’olio, sale e pepe fino a quando vi diventa cremosa. Parallelamente cuocere l’orzo in acqua salato, oppure arricchita da metà dado (io ho usato il dado vegetale Rapunzel). Quando l’orzo sarà cotto mischiatelo alla zucca e fatelo insaporire un attimo a fuoco vivo. Una grattugiata di parmigiano e l’orzotto è pronto.