Caserecce con crema di cavolo verza e nocciole tostate

Quest’anno a casa mia è stato sicuramente l’anno della verza. Durante quest’ultimo inverno infatti l’ho cucinata e mangiata spessissimo, ma proprio spessissimo spessissimo, per lo più cotta al vapore e condita con olio sale e pepe, oppure rifatta un po’ in umido col pomodoro.
L’altro giorno però la mia collega Elena mi ha raccontato una ricetta veloce veloce e facile facile per farci la pasta e io ovviamente l’ho subito provata, facendo però le mie solite piccole modifiche.

Vi servono: 

  • 2 spicchi di cavolo verza precedentemente cotto al vapore (circa 100/150  gr)
  • olio d’oliva q.b.
  • 4 cucchiaini di parmigiano grattugiato
  • sale e pepe
  • 7/8 nocciole tritate e tostate
  • 80 gr. di pasta (io ho usato le caserecce)

Mentre bolle l’acqua per la pasta mettete a tostare le nocciole. Poi mettete in un mixer la verza cotta con un po’ di olio (io ho fatto a occhio), i cucchiaini di parmigiano e il sale. Frullate il tutto e quando la pasta sarà cotta conditela con questa cremina ottenuta. Per finire poi, nel piatto, con le nocciole tritate e tostate e una grattata di pepe.

(Se volete ci sta bene anche un’ulteriore spolverata di parmigiano… ma questo va un po’ a gusto vostro)

E per finire un bacione a tutti, Buona Pasqua.

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Ciambellone di mele, noci e uvetta (con farina di grano saraceno)

E dopo un altra lunga assenza rieccomi nuovamente. Ultimamente sono un po’ presa col lavoro che mi ha richiesto molta molta molta presenza straordinaria, per cui non ho avuto tantissimo tempo per frequentare il blog. Però qualcosa in cucina ho prodotto e quindi oggi intanto vi pubblico un ciambellone con le mele che francamente ha superato in bontà tutte le mie torte degli ultimi mesi. E dire che l’ho fatto un po’ casualmente perché avevo delle mele un po’ avvizzite che volevo smaltire. Anche se a casa mia va spesso così, quando faccio le cose per me senza troppo impegno poi mi vengono meglio di quando sto lì tutta impegnata.

La base è quella della torta sette vasetti, ma con un’aggiunta che si è rivelata vincente!

Vi servono:

  • 1 vasetto di yogurt bianco da 125 g
  • 1 vasetto colmo di olio  di riso
  • 2 vasetti colmi di farina 00
  • 1 vasetto colmo di farina di grano saraceno
  • 2 vasetti colmi di zucchero bianco
  • 3 uova
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 3/4 mele
  • 40 gr di uvetta
  • mezza tazza di vinsanto
  • 15/16 noci tritate grossolanamente

Mettete l’uvetta in una tazza col vinsanto. Poi in una bella ciotola capiente sbattete bene le uova con lo yogurt. Quindi lavate e asciugate bene il vasetto perché vi servirà per dosare tutti gli altri ingredienti. Aggiungete il vasetto di olio e i due vasetti di zucchero e amalgamate il tutto. A questo punto è il turno delle due farine e del lievito.
Finito di fare l’impasto aggiungete l’uvetta (io non l’ho strizzata troppo e devo dire che sentire poi il vinsanto era davvero piacevole!), le mele tagliate a pezzetti e le noci tritate. Mettete il tutto in uno stampo da ciambellone e finite con una mela tagliata a fettine per decorare.
Poi in forno a 180° per una mezz’ora/quaranta minuti.

Vi assicuro che è stata una delle torte più buone che ho fatto negli ultimi anni, per cui se vi va provate 🙂

Fusilli integrali con cavolfiore piccante

Non so quale sia il motivo ma nel periodo subito dopo il Natale latito di più, sia sul blog che in cucina. Che tradotto in parole povere significa che mi cucino di meno o comunque faccio cose più da tutti i giorni. Sarà l’overdose di cibo delle feste che mi rallenta. Overdose sia nel senso di cibo mangiato che di cibo cucinato.
Detto ciò ecco a voi una ricetta proprio banale banale, di quelle che più da tutti i giorni non si può. Ma una ricetta tra quelle che considero generi di conforto. Essendo io una gran mangiatrice di verdure di tutti i tipi, in tutti i modi e a tutte le ore.
Oggi ho usato il condimento di cavolfiore piccante (mi raccomando che sia piccante!) per dei fusilli integrali, ma ovviamente voi potete usare il tipo di pasta che più vi piace. I fusilli integrali però – se proprio lo volete sapere – ci stanno benissimo.

Vi servono:

  • 90 gr. di fusilli integrali
  • cavolfiore lessato (io ho usato un quarto di cavolfiore piccolo)
  • 1 spicchio d’aglio
  • mezzo peperoncino
  • olio d’oli q. b.

Mettete l’acqua a bollire, salate e cuocete la pasta. Nel frattempo in una padella antiaderente mettete a rosolare uno spicchio d’aglio (intero o tritato a seconda che lo vogliate togliere o meno alla fine) e il mezzo peperoncino tritato.
Quando l’olio sarà bello caldo aggiungete il cavolfiore tagliato a pezzettini e fate insaporire ben ben. Io del cavolfiore uso tutto, sia il fiore che le foglie, e di solito schiaccio un po’ con la forchetta la parte del fiore in modo che mi venga una polpa mentre lascio interi i pezzettini di foglia.
Quando i fusilli sono cotti uniteli al condimento di cavolfiore e fate amalgamare il tutto a fuoco vivo. Una spolverata di parmigiano e fine.

Crema di zucca e patate

Mio padre mi ha regalato un pezzo enorme di zucca gialla del suo orto. Ora si tratta di smaltirla tutta nel modo più variegato e gustoso possibile. Ho iniziato con una crema di zucca e patate fatta un po’ a sentimento. Me ne è venuta un pentolone enorme, ma è proprio quel tipo di cibo per cui io non ho fondo, per cui a un certo punto mi sono dovuta imporre di smettere di mangiare.

Vi servono:

  • un pezzo di zucca di circa 300 gr.
  • 4 patate medie
  • 1 cipolla bionda piccola
  • 750 ml di acqua
  • olio, sale e pepe

Pulite la zucca e le patate e tagliatele a pezzetti. Tritate la cipolla e rosolate le verdure per qualche minuto in un fondo di olio. Quando la cipolla risulterà ammorbidita aggiungere l’acqua e far cuocere a fuoco lento fino a quando le verdure non risulteranno morbidissime.
Con un minipimer frullate il tutto e aggiustate di sale e di pepe. Ecco pronta la vostra crema. Se vi sembra troppo densa potete sempre via via aggiungere un po’ di acqua. A me è bastato cuocere le dosi che vi ho scritto senza bisogno di alcuna aggiunta.

Io l’ho mangiata semplice con soltanto un filo di olio. Ma potete sbizzarrirvi con crostini di pane, parmigiano, altro formaggio, mandorle, nocciole…

Scarola alla napoletana

Tra Natale e Capodanno sono stata tre giorni a Napoli. Quattro giorni di passeggiate in lungo e in largo, di musei, chiese e ovviamente anche di cibo. Tra pizze, babà, sfogliatelle, rococò, taralli e mostaccioli sono tornata ingrassata di due chili netti. Ma evidentemente non mi è bastato, perché appena tornata mi sono preparata la scarola. Va be’ è verdura direte voi! Poi va anche detto che presa dal rimorso e dal senso di colpa appena tornata mi sono rimessa a camminare e a mangiare come faccio abitualmente per cui confido che i due chili spariscano velocemente. O almeno lo spero.

La ricetta l’ho trovata guardando un po’ in giro sul web e ho trovando questa ricetta che mi è sembra buona e soprattutto semplice. Ho un po’ cambiato le dosi di alcuni ingredienti, ma il risultato mi è sembrato decisamente positivo.

Vi servono:

  • 1 scarola
  • 3/4 filetti di acciuga sott’olio
  • 15 olive nere di Gaeta
  • 30 gr uvetta
  • 25 gr pinoli
  • peperoncino
  • q.b. olio extravergine di oliva

Lavate per bene la scarola e mettetela a cuocere in abbondante acqua fino a quando non risulterà morbida. Scolatela e mettetela da parte. Poi in una padella mettete un po’ di olio, un pezzetto di peperoncino e tre/quattro filetti di acciuga. Scaldate l’olio fino a quando i filetti non si saranno disfatti e poi aggiungere la scarola tagliata grossolanamente.

Insaporite e nel frattempo aggiungete via via l’uvetta (io l’avevo ammollata per qualche minuto in una tazza di acqua calda), i pinoli e le olive. Il sale non l’ho messo perché con i filetti di acciuga il tutto risultava già salato a sufficienza, ma considerate che io mangio pochissimo salato per cui seguite un po’ anche il vostro gusto. Cuocete il tutto per qualche minuto e poi fine.

Befanini (o Befanotti)

Rieccomi! Le feste di Natale sono un periodo in cui mi perdo sempre un po’ e alla fine cucino tanto ma non posto niente. Riparto quindi con questi biscottini che ho fatto per la Befana e che sono tipici di alcune zone della regione in cui sono nata e in cui abito: la Toscana.

La ricetta l’ho presa (quasi) pari pari da un libro che uso tanto, Il libro della vera cucina toscana di Paolo Petroni.  Racconta l’autore che si tratta di “gradevoli biscotti che vengono preparati in Versilia e in Lucchesia nel periodo natalizio: si chiamano befanini o befanotti proprio perché tipici dell’Epifania. Un tempo non era in uso la calza e il giorno della befana si preparavano dei canestri con befanini ornati di carta colorata con gli smerli”.

Di mio posso dire che biscottini analoghi sono tipici anche della zona dove è nata mia mamma, il Valdarno e che li ho portati al pranzo del 6 gennaio proprio così, in un cestino adornato di carta colorata.

Vi servono: 

  • 500 g di farina
  • 150 g di burro
  • 300g di zucchero
  • 3 uova
  • un bicchierino di grappa (nell’originale sassolino, rum o maraschino)
  • la buccia di una arancia
  • mezzo bicchiere di latte
  • una bustina di lievito
  • un pizzico di sale

Poi per decorare:

  • codette colorate
  • zuccherini colorati vari
  • granella di zucchero
  • un po’ di fantasia

Impastate la farina col burro ammorbidito a temperatura ambiente, le uova, lo zucchero, la scorza di arancia, il liquore, il lievito e il pizzico di sale. bagnate via via con un po’ di latte in modo da ottenere un composto liscio.

Lavorate velocemente l’impasto e poi mettetelo in frigorifero per almeno mezz’ora.

Stendete l’impasto con uno spessore di 4/5 mm e ritagliate i befanini con le forme che più vi piacciono. Spennellateli con un uovo sbattuto e decorateli con codette colorate, zuccherini e granella. E’ a questo punto che serve un po’ di fantasia.

Il risultato devo dire che è ottimo e sarete sicuramente ripagati!

Zuppa stregata

Oggi vi propongo una ricetta che ho fatto qualche anno fa e di cui avevo anche fatto le foto tanto mi era sembrata venuta bene: la zuppa stregata. Come mai stregata direte voi? in verità il nome glielo aveva dato il suo produttore e a me era piaciuto così tanto che ho pensato di lasciarglielo. Avevo infatti comprato, a uno di quei mercatini del biologico che mi piacciono tanto, una busta di legumi e cereali vari mischiati. Nello specifico c’erano: farro intero Triticum Dicoccum Durum, ceci, cicerchie, lenticchie, orzo perlato, soia (per dirvi che tipo sono ho ancora l’etichetta conservata).
Partendo da questa base poi sono andata un po’ a fantasia con le verdure che avevo in casa. Che poi è un po’ quello che faccio sempre, cucinarmi con quello che ho o con quello che voglio smaltire della mia dispensa. Ecco quello che è venuto fuori!

Vi servono:

  • 250 gr di zuppa stregata (messa precedentemente in ammollo per almeno 8 ore)
  • 1/4 di cavolo verza
  • 2 carote
  • 2 patate
  • 1 pomodoro
  • 1 cipolla piccola
  • 1 spicchio d’aglio
  • peperoncino
  • 1,2 litri di acqua
  • 1 dado vegetale
  • sale, olio

Questa ricetta deve prevedere i tempi di ammollo dei legumi, del farro e dell’orzo, quindi inizia la sera prima o almeno 8 ore prima. Passato il tempo dell’ammollo pulite e tritate la cipolla e lo spicchio d’aglio abbastanza finemente e poi metteteli a rosolare qualche minuto nell’olio. Aggiungete il mix di legumi, farro e orzo e fate insaporire per altri minuti poi aggiungete 1 litro di acqua. Mentre il tutto cuoce pulite la verdura e via via aggiungetela. Io ho proceduto così: prima la verza tagliata a listarelle, poi le carote a fettine, poi le patate a dadini e infine il pomodoro sbucciato e tagliato a pezzi e un pezzetto di peperoncino.
Far bollire sul fuoco basso per il tempo necessario a far cuocere ceci e cicerchie, regolate di sale e basta. La zuppa stregata è fatta.

Caserecce con cavolo nero, gorgonzola e mandorle

Questa ricetta l’ho rubata una sera di tanti anni fa in un ristorante/enoteca che in passato ho frequentato moltissimo. Un luogo che davvero è nella mia anima e nel mio cuore anche se è da un po’ non frequento, non tanto perché non mi piaccia più, quanto invece perché è legato a ricordi che un po’ ancora mi pesa affrontare.
Ovviamente io non so se la ricetta originale era proprio proprio questa, ma ci si avvicina davvero tanto.

Vi servono: (queste sono le dosi che ho usato io per me sola)

  • 80 gr. di caserecce
  • 2 cucchiai di gorgonzola (io uso di quello più saporito)
  • 3/4 cucchiai di latte
  • 5/6 foglie di cavolo nero lessato
  • 5/6 mandorle

In precedenza lessate del cavolo nero, poi in una padella fate fondere il gorgonzola con il latte e aggiungete alcune foglie di cavolo sminuzzate.
Nel frattempo lessate la pasta in abbondante acqua salata e poi amalgamate il tutto per pochi secondi a fuoco vivo. Aggiungete le mandorle precedentemente sminuzzate e… Fine. Come al solito… ecco un’altra delle mie ricette ultrarapide 🙂

Teste di rapa rifatte con aglio e peperoncino

Oggi vi confesso una cosa: adoro le teste di rapa! Detta così fa un po’ ridere, ma è la verità. Quando ero ragazzina ogni tanto mia mamma le comprava e io avrei voluto mangiarle più spesso ma lei me le centellinava. Chissà poi perché.
Quindi adesso ogni volta che le vedo al mercato me le compro e me le cucino, con grandissima soddisfazione. Anche perché di questo ortaggio si mangia proprio tutto tutto, praticamente non ci sono sprechi, e questa è un’altra grande qualità.

L’altro giorno al mercato di Sant’Ambrogio ne ho trovate di bellissime e presa dall’ingordigia ne ho comprate un bel po’ e me le sono cucinate tutte. Morale, sono tre giorni che mi alimento a teste di rapa. Se continuo così rischio di diventarlo pure io.

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Vi servono:

  • teste di rapa bianche con foglie
  • olio d’oliva
  • sale
  • aglio e peperocino (a piacere)

Lavate benissimo le teste di rapa a cui avete tolto la barbetta finale e le foglie. Poi lessatele in acqua non salata fino a quando le rape non saranno tenere e potranno essere infilzate con la forchetta.
Io metto prima le rape e poi solo successivamente anche le foglie, perché hanno tempi di cottura un po’ diversi. A cottura ultimata scolate il tutto e mettete da parte.
A questo punto prendete una padella e mettete a rosolare gli spicchi d’aglio e il peperoncino. Poi aggiungete le foglie di rapa e le barbe tagliate a pezzetti. Lasciate insaporire e amalgamare e poi, niente, è finita qui.

Vellutata di broccoli, patate e porri con gorgonzola e nocciole

Continuano i primi freddi e quindi continuano le ricette di zuppe, zuppette, vellutate e simili. Questa volta avevo due broccoli in frigo e volevo farne qualcosa di diverso dalla solita pasta o dal solito contorno. In più avevo yoga e tornavo tardi e quindi ne è nata l’ennesima vellutata che per cenare tardi è sempre un gran bel cenare.

Forse avrete notato che in questo blog si cucinano soprattutto e quasi esclusivamente verdure. Il fatto è che io mangio così e Zézettes è come un luogo di appunti e di condivisioni di quella che è la mia quotidianità. Per adesso la mia quotidianità in cucina poi vediamo se si allargherà anche agli altri miei interessi, che per fortuna sono davvero tanti e diversi.

Vi servono:

  • 1 porro
  • 2 broccoli
  • 4 patate
  • olio d’oliva
  • sale, peperoncino

poi nel piatto:

  • 1 o 2 cucchiai di gorgonzola
  • 1 cucchiaio di nocciole tritate grossolanamente

Pulite e tritate il porro e mettetelo a rosolare con un filo di olio e un pezzetto di peperoncino. Quando si sarà ammorbidito aggiungete i broccoli tagliati a pezzetti e le patate. Fate insaporire per un minuto o due e poi coprite con acqua tiepida.
Abbassate il fuoco e lasciate cuocere fino a quando le verdure non saranno piuttosto morbide. Salate e passate tutto col minipimer.
Se risulta troppo liquido fatelo ritirare ancora un po’ sul fuoco, al contrario se vi sembra troppo sodo allungatelo progressivamente con dell’acqua tiepida.
La vellutata sarebbe già pronta così e buonissima con del parmigiano grattugiato e un filo di olio nuovo. Io questa volta quando era nel piatto ci ho aggiunto due cucchiai di gorgonzola e alcune nocciole tritate. Devo dire che ci stavano proprio proprio bene.